Alcuni testi d'esame sono disponibili in formato ebook. Puoi verificare se ce ne sono di tuo interesse su PandoraCampus (testi d'esame editi da Il Mulino, Carocci, Utet/De Agostini) e su Trova (testi d'esame di editori diversi)
Nel mese di agosto 2020 le biblioteche umanistiche osserveranno orari diversi, consulta la tabella. Ricorda che per accedere alle strutture è necessario prenotare on line (avviso). I servizi interbibliotecari di fornitura documenti (DD) e prestito interbibliotecario (ILL) sono sospesi (vedi tabella): riprenderanno lunedì 31 agosto (alla Melchiori il 24 agosto) 

Biblioteca "G. TABACCO" del Dipartimento di Studi storici

La Biblioteca

Sorta nel 1984 dalla fusione dei patrimoni librari dell’Istituto di Storia della Facoltà di Lettere e dell’Istituto di Storia della facoltà di Magistero, la Biblioteca del Dipartimento di Studi Storici (dal 2000 intitolata a Giovanni Tabacco) comprende circa 150.000 monografie e 250 periodici in abbonamento, cartacei e online. Nel marzo 2014, in seguito all'accorpamento dei Dipartimenti, la Biblioteca Giovanni Tabacco ha integrato anche il patrimonio della Biblioteca di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico-Territoriali (SAAST), che ammontava a oltre 40.000 volumi e 189 periodici correnti. La Biblioteca comprende il lascito della biblioteca privata del prof. Giorgio Gullini (1923-2004), professore di Archeologia e Storia dell'Arte Greca e Romana all'Università di Torino, composto da circa 1500 documenti tra libri, periodici e opuscoli 

Giovanni Tabacco

Docente di storia medievale nell'ateneo torinese, direttore del Bollettino storico bibliografico subalpino. Nato a Firenze (ma da famiglia torinese) nel 1914, si laureò a Torino con Francesco Cognasso discutendo una tesi, pubblicata nel 1939, su Lo stato sabaudo nel Sacro romano impero. Il 12 settembre del 1943, appena imprigionato dai Tedeschi, Tabacco riuscì a fuggire e a evitare la deportazione. Cominciò di lì a poco a insegnare nel liceo di Vicenza, città in cui si impegnò per il Partito d’Azione e in una efficace propaganda antimonarchica in vista del referendum.Rientrato in Piemonte nel 1947 (per insegnare a Novara) e passato nel frattempo a una blanda militanza nel Partito Socialista, ricevette da Cognasso - non condizionato dall’abissale distanza ideologica - la proposta di riprendere la ricerca e diventare assistente volontario all’Università. Accettò e nel 1950 pubblicò La relazione fra i concetti di potere temporale e di potere spirituale nella tradizione cristiana fino al secolo XIV, inaugurando il suo originale itinerario di laico attento alla pratica intellettuale dei chierici medievali: dall’edizione critica della Vita beati Romualdi di Pier Damiani, del 1957, ai vari studi ora raccolti in Spiritualità e cultura nel medioevo. Dodici percorsi nei territori del potere e della fede (1993). Parallelamente passò dall’interesse per i grandi quadri (La casa di Francia nell’azione politica di papa Giovanni XXII è del 1953) a sistematiche indagini sui meccanismi locali del potere. Perseguiva con successo un connubio fra Bloch e la medievistica francese da un lato e la storia costituzionale tedesca dall’altro, arrivando anche a convincere la medievistica europea circa la necessaria cancellazione della vecchia idea delle persistenze “arimanniche” nella storia post-longobarda (con il volume I liberi del re nell'Italia carolingia e post-carolingia del 1966, pubblicato dal Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo, nel cui direttivo era nel frattempo stato eletto). Nel 1966, Tabacco fu chiamato sulla cattedra torinese di Storia medievale, dove negli anni successivi si impegnò in una didattica generosa e abbondante, non priva di simpatia per il movimento studentesco. Ridimensionò radicalmente il peso dei rapporti feudali, con ricerche ora consultabili nella raccolta Dai re ai signori. Forme di trasmissione del potere nel medioevo (2000). Nel 1970 assunse la direzione del “Bollettino storico-bibliografico subalpino”, sottraendolo alle curiosità erudite e invitando i collaboratori ad affrontare su scala regionale frammenti significativi di “grande” storia, mentre per la Storia d’Italia Einaudi scrisse, nel 1974, l’ampia sezione sul medioevo, e, nel 1981, la parte sull’ Alto Medioevo del trattato universitario del Mulino. Fu eletto vicepresidente del Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo di Spoleto, dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo di Roma e della Deputazione subalpina di Storia Patria, fu cooptato come socio dell’Accademia delle Scienze di Torino e dell’Accademia dei Lincei. Cessato l’insegnamento nel 1985, gli fu subito riconosciuto il titolo di “professore emerito” e continuò sia l’attività di ricerca (con risultati importanti anche su temi comunali e del Mezzogiorno italiano) sia quella di vero caposcuola, fino alla morte, avvenuta a Torino nel 2002. 

Biografia a cura di Giuseppe Sergi

 

 

La Biblioteca afferisce al Dipartimento di Studi Storici.